martedì 26 giugno 2007

Amsterdam & Pascal's leaving party

Ciao amici,

effettivamente è da un po’ che non scrivo nel mio spazio. Il motivo è semplice. La wireless free che avevo a casina è scomparsa. Compare ogni tanto; ah… bei tempi quando compravamo i biglietti della Ryan da casa, e io saltavo i fossi per lungo, e chi aveva la bicicletta era un “sior”, e non ci sono più le mezze stagioni, etc…

Ma dicevamo “ryanair”, colei che ha portato il panda e la truppa di coinquilini nel luogo della loro unica vacanza oltre mare. E così, dopo circa un ora e mezza di volo, il comandante del volo ci ha annunciato il benvenuti in Olanda, precisamente Eindoven. Da Eindoven, 1 ora e 20 di treno ed eccoci uscire dalla splendida stazione di Amsterdam. Com’è una citta dove le droghe leggere sono legali, la prostituzione pure, l’eutanasia è annoverata nel codice civile e la polizia gira con gli spray al peperoncino? Rimarra parecchio deluso chi si aspetta una città sporca, in preda agli ubriaconi o cannati di turno o caotica. Qui tutto è pulito, organizzato sin nei minimi dettagli, pieno di gente disponibile e, come il tipo dell’ufficio turistico raccomanda, tutto sorridente! E che dire di una città dove la precedenza è data sempre al mezzo bicicletta? Piste ciclabili ovunque, spesso strade solo per biciclette. E questo ha spinto me e i miei colleghi a noleggiare una bicicletta per poter meglio godere la città. Passare in mezzo a canali, alle case colorate le une differenti dalle altre, muoversi più velocemente del tram o di altri mezzi pubblici (qui efficientissimi). Questa è la bicicletta in Amsterdam. Ma parliamo delle biciclette olandesi. Biciclette prive di freni sul manubrio. Per frenare semplicemente giri verso indietro i pedali. E funziona! L’unico inconveniente è la partenza, dove io sono abituato a girare i pedali all’indietro per trovare il giusto equilibrio. Qui freni e cadi se lo fai (non chiedetemi come lo so). Altra nota da sottolineare è la disponibilità della gente. Qui tutti (dal moccioso che si mette le dita nel naso e poi se le lecca, alla vecchietta con foulard in testa) parlano ovviamente l’olandese e, meno ovvio, l’inglese. Ciò significa che è molto facile girare la città e chiedere informazioni. Quando abbiamo chiesto per esempio dove si trovava il Van gogh museum, nessuno capiva ciò che cercavamo. La cosa ci puzzava un po’. E’ impossibile che 3-4 olandesi DOC non sappiano dove diavolo è uno dei musei più famosi di tutta l’europa. Ma quando abbiamo aperto la cartina dopo i precedenti 4 tentativi e indicato con il nostro indice l’ubicazione dell’olandese volante senza un orecchio, ecco finalmente che, capendo, una signora ci ha detto “ah, cercate il Faon ghogg museum?”. Il museo è davvero spettacolare e organizzato tutto nei minimi dettagli. (Per il procione: Purtroppo non c’era nemmeno l’ombra “ovviamente quadrata” del capolavoro del tuo beniamino Malevich). Consiglio a chi dovesse passare di qui anche Madame tussauds ed il sex museum (sebbene non ci sia andato a nessuno dei due. Ma così sembro acculturato!!). E il red light district (ovvero il quartiere a luci rosse) e qui si che ci siamo passati! Altra cosa da lodarea da Amsterdam sono i bagni all'aperto in mezzo alla città! Troppo comodi (e altrettando puzzolenti\sporchi)!
Ad ogni modo riporto qualche scatto dell'avventura com'è usuale in questo blog.

La seconda parte di questo post riguarda un coinquilino, o meglio, un amico che ha lasciato l'avventura irlandese. In due parole, Pascal è stato sin dall'inizio una delle persone che il destino ha fatto incrociare con la mia strada. E la trama è stata davvero stretta, così stretta che ci ha portato a condividere la stessa camera, le stesse avventure (compresa quella ad amsterdam) e le stesse disavventure. Lui era il terzo coinquilino della mia cameretta (che condivido tuttora con lo spagnolo juan) e dormiva nel pavimento (ovviamente foderato di coperte). La camera senza di lui ora sembra enorme, e tutti i piccoli disagi, causati appunto da questa convivenza un pò incasinata, ora mancano un pò nel colorare le giornate di cose sempre frizzanti e nuove. Ad ogni modo, abbiamo deciso di festeggiare in maniera degna questa partenza dalla casa. E come se non con un bel party? Ovviamente tutto è andato per il meglio se non fosse che il Party è stato fatto la notte all'indomani del ritorno da Amsterdam. Quindi dopo aver lavorato tutto il gg, Festa fino alle 4 di notte per poi alle 8 ritornare a lavorare. Ok, sono rimasto devastato per i 2 gg successivi (e non solo per il sonno! hihihi) ma devo dire che ne è davvero valsa la pena!!! Allego il regalo che abbiamo fatto a Pascal (un poster; p.s. lui faceva il lucida scarpe all'aeroporto).












Altra cosa per concludere questo eterno intervento: Qui sono 2 settimane che non vediamo il sole. Pioggia e freddo. 14 gradi e a volte adirittura meno. Dite che è perchè ho osato prendere un paio di sandali e un paio di pantaloni corti?

Un abbraccio.
Fede

p.s. L'ultima foto mostra il vero motivo per cui sono andato ad amsterdam (ovvero trovare la mia pandafamiglia)



p.p.s.

Counting Crows - Mr jones

Franz Ferdinand - Do you want to?

Dorian - Cualquier otra parte

lunedì 11 giugno 2007

...La bottega in cui le fate hanno lo sguardo immoto sul dormire che non giunge




Ciao mondo,

finalmente a Dublino è tornata un po’ di primavera. Si dico, per questo week-end non ha piovuto. Credetemi, è abbastanza innaturale qui. E per festeggiare l’evento sabato scorso sono andato al mare. Faceva parecchio caldo e ho deciso di tentare l’impresa. Si, ho contato sino a 400, ho preso la rincorsa (in un supermercato, scontata, 3€) e mi sono gettato nel mare d’irlanda. Mare d’irlanda altro non è che oceano atlantico tra Eire e England. Non so grazie a quale santo sono qui a raccontarvi questa cosa. Nemmeno quando ho scalato l’Everest in mutande e sandali ho provato così freddo! Mi sentivo parte integrante di quella pubblicità della Vigorsol, dove un uomo diventa un condizionatore.

Ma parliamo di altro. Parliamo di quanto in Dublino il fenomeno dei baskers sia diffuso. Di quanto viva è una città dove in ogni angolo di temple bar c’è sempre un artista di strada pronto a donarti la sua performance in cambio di qualche euro. E le nazionalità sono le più svariate. Un giorno trovai adirittura un tipo (simile a cisco degli ormai ex MCR) che cantava ligabue in pieno centro a Dublino. Ovviamente il mio euro l’ha guadagnato tutto (anche perché cantando assieme a lui ho fatto scappare credo mezzo pubblico hahaha). Allego una foto di un gruppo che mi ha colpito moltissimo (irlandesi loro), che con un flauto traverso, una batteria, una chitarra e un violino riescono a riscaldare e a far partecipare al loro show la folla di estranei e curiosi che sempre si ferma colpita dalla melodia inebriante (,,,,, ß metto qualche virgola che potete gettare dove volete nell’ultimo periodo). La loro musica ricorda moltissimo un cocktail di Bregovic, Banda Bardò, Modena City Ramblers, prosecco e aperol, con una fetta di arancia possibilmente.

Altra cosa che merita di essere scritta e portata agli atti è la festa che, contrariamente alle direttive del padrone di casa e del vicinato, abbiamo fatto! Il tutto è iniziato con la solita pasta che l’italiano ha cucinato per le solite 12 persone.(La prima foto sono quasi tutti i coinquilini della casettina che hanno usufruito di tale slancio di generisità); Ma dicevo... gli spaghetti ai piselli più buoni del mondo (a detta di francesi (<- campioni del mondo) spagnoli e polacchi) che per me si meritavano la piena sufficienza ma nulla di più. Alla fine della cena sono passato con un bicchiere a chiedere qualche euro… eh si, la famosa colletta interamente devoluta al negozio di alcolici adiacente la nostra abitazione.

Durante questa mia operazione, il coinquilino Juan, si è adoperato per collegare i nostri ipod ad un impianto stereo nel “giardino” della nostra casetta. Ovviamente in Irlanda il giardino fa pensare al verde prato perfetto, qualche margherita e mille trifogli. Esattamente come il nostro giardino di cemento. Ma come sappiamo bene, la casa non sono i muri o il giardino, ma bensì le persone che la vivono. Forse è per questo che questo minestrone di difetti a me viene facile chiamarlo “casa”.

Un abrazo fuerte!





Fede

p.s.

The chemical brothers – the private psychedelic reel

Telepopmusic - Breathe